Wabi-sabi: la bellezza dell’effimero

Wabi-sabi: la bellezza dell’effimero

Se chiedeste a un giapponese di definire il termine “wabi-sabi” (侘寂), probabilmente si limiterebbe a scuotere la testa, esitante, non riuscendo ad articolare a parole la sensazione wabi-sabi.

Ma cosa significa, allora, wabi-sabi?

Per molti critici giapponesi, wabi-sabi è qualcosa che non può mai essere davvero compreso, e che dovrebbe mantenere questo alone di mistero ed elusività, poiché la sua ineffabilità è proprio ciò che lo rende speciale.

“Wabi-sabi è la bellezza delle cose imperfette, transitorie e incomplete.
È la bellezza delle cose modeste e umili.
È la bellezza delle cose insolite”.

– Leonard Koren –

wabisabi giappone japamici

🌱 Cercare di definire il wabi-sabi senza alterarne o sminuirne la natura, è praticamente impossibile. Ci ha provato Leonard Koren, artista, scrittore e esperto dell’estetica giapponese, nonché uno dei primi ad aver introdotto il concetto di wabi-sabi nell’estetica occidentale, dopo averlo scoperto e appreso durante una personale “ricerca spirituale”.

🌷Volendone dare un’ampia definizione, si potrebbe dire che wabi-sabi è uno stile di vita, un particolare tipo di concezione estetica, di bellezza.
“Rustico”, “grezzo”, sono le parole che vengono solitamente usate per descrivere la prima impressione avuta dopo aver visto un’espressione di wabi-sabi, nonostante esse non rappresentino che una dimensione limitata della parola.

🥀 I principi metafisici, spirituali e morali dietro il concetto wabi-sabi, derivano da idee di semplicità, naturalezza e accettazione della realtà, idee che si ritrovano nel Taoismo e nel Buddismo Zen Cinese. Il termine deriva da quell’atmosfera di desolazione e malinconia, dal minimalismo che si ritrova nella poesia cinese e nei dipinti monocromatici del nono e decimo secolo.

dipinto cinese wabisabi giappone

Nel corso della storia, nonostante il concetto wabi-sabi permeasse quasi ogni aspetto della sofisticata cultura giapponese, ha trovato la sua massima espressione nella cerimonia del tè. Quest’ultima va al di là della semplice preparazione di una bevanda, ma è una cerimonia che combina varie abilità e ambiti: architettura, design di interni e di giardini, creazioni floreali, pittura, preparazione di pietanze e tanto altro.

giappone tè wabi sabi

📔 Dopo aver appreso del wabi-sabi per la prima volta, Leonard Koren ne parla così nel suo libro “Wabi-Sabi, For Artists, Designers, Poets & Philosophers“:

Wabi-sabi mi sembrò un paradigma estetico basato sulla natura capace di far riacquistare un po’ di buon senso e di equilibrio all’arte di vivere. Wabi-sabi ha risolto il mio dilemma artistico su come creare cose belle, senza cadere nell’avvilente materialismo che di solito accompagna atti creativi di questo genere. Wabi-sabi – così profondo, multidimensionale ed elusivo – mi sembrò l’antidoto perfetto al dilagante stile di bellezza pomposo, stucchevole e istituzionale, che sentivo stava desensibilizzando la società americana.

– Leonard Koren –

🍃 Il sistema estetico del wabi-sabi 🍂

Koren, nel suo libro, ha riassunto le caratteristiche essenziali del wabi-sabi, definendolo come un sistema estetico globale, costituito dalle seguenti componenti :

Basi metafisiche Le cose regrediscono da o evolvono verso il nulla.
Valori spirituali La verità deriva dall’osservazione della natura.

La “Grandezza” si ritrova nei dettagli impercettibili e trascurati.

La bellezza può essere ricavata dalla bruttezza.

Stato d’animo Accettare l’inevitabilità.

Apprezzare l’ordine cosmico.

Precetti Morali Liberarsi di tutto ciò che non è necessario.

Focalizzarsi su ciò che è intrinseco e ignorare la gerarchia materiale.

Qualità materiali Richiamo ai processi naturali, irregolare, intimo, modesto, naturale, offuscato, semplice

wabi sabi giappone quadro japamici

Le cose regrediscono da o evolvono verso il nulla

Il nulla, invece che essere uno spazio vuoto (come concepito in Occidente), è vivo e pieno di possibilità. In termini metafisici, wabi-sabi implica che l’universo sia in costante movimento da e verso il potenziale, il possibile.

La verità deriva dall’osservazione della natura

La natura è imprevedibile, specialmente quella che spesso travolge con violenza il Paese del Sol levante: terremoti, eruzioni, tifoni, inondazioni. I giapponesi hanno cercato di controllarla nei limiti del possibile, e hanno imparato da essa.

La “Grandezza” si ritrova nei dettagli impercettibili e trascurati

Wabi-sabi rappresenta l’esatto opposto dell’ideale di bellezza occidentale, secondo cui il bello è qualcosa di monumentale, spettacolare, duraturo. Wabi-sabi non si ritrova nella natura lussureggiante e in fioritura, ma in ciò che si è appena creato, o in ciò che sta per scomparire. Si ritrova nei dettagli, nell’effimero, in ciò che è invisibile agli occhi comuni. Per sperimentare  il wabi-sabi, bisogna rallentare, essere pazienti, guardare da vicino.

La bellezza può essere ricavata dalla bruttezza

Wabi-sabi suggerisce che la bellezza sia un evento dinamico che avviene tra chi osserva e qualcos’altro. La bellezza può nascere spontaneamente in ogni momento, grazie alle giuste circostanze, al contesto, al punto di vista. La bellezza è quindi uno stato alterato della coscienza, uno straordinario momento di poesia e di grazia.

Accettare l’inevitabilità

Wabi-sabi è l’apprezzamento estetico dell’evanescenza della vita. Un verdeggiante albero sotto il sole d’estate, è già diventato un intreccio di tronchi avvizziti sotto il cielo d’inverno. Wabi-sabi ci costringe a contemplare la nostra stessa mortalità, evocando un senso di solitudine esistenziale e una dolce tristezza. Allo stesso tempo, suscita un conforto un po’ amaro, poiché tutto ciò che esiste, condivide lo stesso fato.

Questo stato mentale, è perfettamente incarnato da questa poesia di Fujiwara no Teika (1162 – 1241)

All around, no flowers in bloom
Nor maple leaves in glare,
A solitary fisherman’s hut alone
On the twilight shore
Of this autumn eve.

*traduzione di Toshihiko e Toya Izutsu.

Il roco stridio dei gabbiani, il funereo gracchiare dei corvi, il pietoso bramito delle sirene da nebbia, l’eco lamentoso di un’ambulanza tra i canyon di grattacieli nelle grandi città. Tutti suoni che suggeriscono la sensazione di triste bellezza del wabi-sabi.

– Leonard Koren –

wabisabi giappone fiore

Foto di Transactions with Beauty

Apprezzare l’ordine cosmico

Il mondo in cui la carta di riso lascia trasparire la luce, in un alone diffuso. La maniera in cui le crepe attraversano l’argilla quando si asciuga. La metamorfosi di colore e di consistenza del metallo quando si ossida e arrugginisce. Tutto ciò rappresenta le forze fisiche e le strutture profonde che sottostanno al nostro mondo ordinario, rappresenta quelle meccaniche che vanno ben oltre a ciò che i nostri sensi possono percepire.

Liberarsi di tutto ciò che non è necessario

Wabi-sabi significa percorrere il mondo con delicatezza, imparando ad apprezzare qualsiasi cosa si incontri lungo la strada, a prescindere da quanto sia irrilevante.
“Povertà materiale, ricchezza spirituale”. Wabi-sabi ci invita a smetterci di affannarci per raggiungere il successo (ricchezza, potere, posizione, lusso) e goderci una vita libera da tutto ciò.
Certamente, condurre una semplice vita wabi-sabi richiede degli sforzi e anche difficili decisioni. Ma è importante prendere decisioni tanto quanto non prenderne: imparare a lasciar andare le cose.
Anche volendo condurre una vita particolarmente frugale, viviamo comunque in un mondo materialista. Wabi-sabi significa proprio cercare un delicato equilibrio tra il piacere che traiamo dalle cose e il piacere che traiamo dall’essere liberi dalle cose.

wabi sabi giapponese japamici

Focalizzarsi su ciò che è intrinseco e ignorare la gerarchia materiale

Le regole di comportamento da rispettare in una sala da tè wabi-sabi sono una chiara espressione dei valori wabi-sabi. Come simbolico atto di umiltà, tutti coloro che entrano nella sala devono abbassarsi o strisciare, passando attraverso una porta creata appositamente piccola e bassa. Una volta entrati nella sala da tè, tutti i partecipanti sono uguali, all’interno non è accettabile alcun sistema gerarchico, nemmeno riferito al valore materiale delle cose. Nel wabi-sabi non esiste qualcosa di “prezioso”, poiché ciò implicherebbe l’esistenza di qualcosa di “non prezioso”. Un oggetto assume lo stato wabi-sabi solo nel momento in cui è apprezzato come tale.

Qualità materiali del wabi-sabi

◾ Le cose wabi-sabi portano i segni del tempo, del clima e del trattamento umano. Mostrano la loro vulnerabilità all’azione del sole, del vento, della pioggia, del freddo, segni visibili nelle loro macchie, crepe, discolorazioni, deformazioni. Nonostante queste cose siano molto fragili, sul punto di dematerializzarsi (o materializzarsi), posseggono ancora una certa risolutezza e una forte presenza.

◾ Le cose wabi-sabi differiscono dai gusti convenzionali: appaiono strane, deformi, curiose o, per molte persone, semplicemente brutte. Una ciotola rotta i cui pezzi sono stati incollati insieme, ne rappresenta un buon esempio.

◾ Le cose wabi-sabi sono di solito piccole e compatte, ci proiettano verso l’interno. Gli spazi wabi-sabi sono appartati, privati, intimi. Sono tranquilli e rasserenanti, come un accogliente e avvolgente ventre materno.

wabisabi giapponese japamici

◾ Le cose wabi-sabi non domandano di essere al centro dell’attenzione, sono umili e modeste, ma non senza presenza o silenziosa autorità. Esse sono apprezzabili solo attraverso il contatto diretto e l’uso. Non hanno bisogno di affermarsi nella cultura di mercato, né di avere conferme sul loro status o su quello del loro creatore. In realtà, è meglio che il loro creatore non sia distinguibile, che rimanga invisibile o anonimo.

◾ Le cose wabi-sabi derivano di solito da materiali della terra, utilizzati nel loro stato originale. Sono caratterizzate da trame grezze, ruvide al tatto. Hanno delle qualità “attenuate”, come colori vivaci che sbiadiscono nei toni della terra, dell’alba e del tramonto, o che variano su un’ampia scala di grigi e marroni. Talvolta, le cose wabi-sabi presentano dei colori pastello, associati a qualcosa che è appena emerso dal nulla, appena sbocciato.

🍃 Semplicità 🍂

La semplicità è l’essenza del wabi-sabi.
Il nulla rappresenta la semplicità estrema, ultima. Ma trovarla prima o dopo il nulla, non è facile.
Come raggiungere la semplicità senza sfociare in un’ostentata austerità? Come prestare attenzione ai dettagli senza divenirne ossessionati? Come raggiungere la semplicità evitando la noia?
La semplicità del wabi-sabi si può descrivere come uno stato di grazia raggiunta da una sobria, modesta, sincera intelligenza.

Wabi-sabi è circondarsi di cose modeste, ma non sterili (le cose wabi-sabi emanano calore a livello emozionale, non freddezza).

Wabi-sabi è ridurre tutto all’essenza, senza rimuoverne la poesia.

wabisabi paesaggio giappone




Riferimenti bibliografici: Koren, Leonard. Wabi-Sabi for Artists, Designers, Poets and Philosophers. Berkeley, CA: Stone Bridge, 1994.